Andrea Gurciullo(Tratto da: AA.VV., Sortino, identità culturale e memoria. Eventi Culturali 1997-2002, 2004) Primi appunti per un profilo biografico di Francesco Giuliano Della vita del parroco delle Chiesa Madre di Sortino, Andrea Gurciullo, si hanno elementi sufficienti a farci un'idea della sua formazione e della personalità. Le prime notizie si attingono dal Libro dei Battesimi dell'Archivio storico della Chiesa Madre. Risulta che nacque nel 1718 a Sortino da Benedetto e Rosa Bosco. Nel Liber Ordinatiorum (1737/49) dell'Archivio storico della Curia Arcivescovile di Siracusa si legge che ricevette il 24 marzo 1742 (Sabato Santo) l'Ordine del Suddiaconato nella Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, in contrada agricola sferracavallo, diocesi di Mazara, su licenza di Don Gaspare Maccagnone, Vicerio Generale Capitolare: era in fatti vacante la sede arcivescovile di Mazzara. Il giovane suddiacono veniva destinato in quell'occasione al servizio della Chiesa Madre di Sortino. Dallo stesso Liber ordinatiorum sappiamo che il Gurciullo il 20 settembre 1749 (festa dell'Esaltazione della Croce) post vesperas riceveva l'Ordine del Diaconato presso la Chiesa Montevergini a Siracusa, mentre nove giorni dopo, il 29 settembre (XVII domenica dopo Pentecoste) era ordinato sacerdote, durante la messa solenne, presso la Chiesa di S. Benedetto della stessa città. Il medesimo Liber riporta precedentemente che il 20 settembre 1738 il Gurciullo aveva ricevuto gli Ordini minori di esorcista e accolto a Caltagirone (allora territorio della diocesi di Siracusa) presso la chiesa dei Francescani Conventuali. Dal suo manoscritto Notizie della Chiesa di Sortino (Libro II, pag. 3) invece si rileva che il 27 aprile 1749 (festività del patrocinio di San Giuseppe) ricevette l'incarico dal parroco della Chiesa Madre di Sortino, allora unica sede parrocchiale nella città , che lasciò nel 1803 il 27 febbraio, data della morte.
![]() Andrea Gurciullo, Ritratto. Chiesa Madre (Foto: Gioacchino Bruno)
L'erudito Inoltre, stese un lungo manoscritto, dal titolo, già menzionato, Notizie della Chiesa di Sortino, in due libri, con allegate, a sostegno, quattro raccolte di documenti: Volumi delle Cautele e delle Carte attinenti allo Stato della Chiesa e di Sortino. Il manoscritto è una miniera di notizie su Sortino, sulla Chiesa Madre e sulle Chiese filiali, sulle tradizioni, gli usi e i costumi dei sortinesi prima e dopo il devastante terremoto del 1693, sui beni delle Chiese e la loro gestione. Nell'introduzione il parroco riferisce di aver istituito i libri parrocchiali dei battesimi, matrimoni, decessi, e di averne curato la tenuta, raccomandando che "tutti questi libri si debbono custodire con gelosia, e cautela, perchè in essi si contiene tutto", e di aver creato per la Chiesa Madre una piccola biblioteca, aperta anche al pubblico (pagg. 6a - 6b). Il parroco teneva molto a che i giovani sacerdoti non rimanessero oziosi e dava loro dei consigli utili sul buon impiego del tempo. Oltre allo studio, infatti, raccomandava alcune attività, fra cui quella che oggi chiamiamo attività permanente: l'esame collegiale dei Casi di Coscienza (Accademia dei Casi Morali) tutti i mercoledì, la pratica del canto liturgico e l'esercizio oratorio (pag. 6c). Il Gurciullo, memorialista, consente di fare sapere tante altre notizie, che si attingono anche dal secondo libro delle Notizie, che "è descritto tanto in rapporto alla Chiesa, quanto a tutte quelle notizie spettanti alla medesima ed al parroco, ed a quanto avvenuto alla popolazione di Sortino, d'anno in anno dal 1749 in poi, altre notizie" (pag.1). Il successore, il parroco Giuseppe Gentile (1767 - 1829), si distinguerà con le sue opere come letterato e filosofo di ispirazione vichiana, legata all'illuminismo napoletano, aperto alla nuova filosofia francese, alle nuove istanze della scienza. Fu apprezzato dal filosofo Giovanni Gentile e da altri studiosi.
L'uomo di chiesa Un attivo interessamento assorbì il Gurciullo: quello de "la cura e attenzione sovra il Collegio di Maria per l'osservanza del suo proficuo (sic) istituto" (pag. 6c), fondato nel 1761 dal sac. Giuseppe Blundo. Mentre era parroco, il Gurciullo avvertiva il bisogno di trasmettere al suo successore, con sistematicità, tutto quanto era pertinenza della chiesa di Sortino. Le Notizie rispecchiano l'autore, proveniente da famiglia abbiente, come un amministratore di parrocchia, preoccupato fra l'altro per il domani economico del suo successore: un domani, a suo avviso, più ostile dell'oggi, perchè "i frutti parrocchiali non essendo fondati sovra stabili, ma quasi tutti dipendenti dall'esazione dei formenti, grani e formaggi, restano vulnerati e ricaduti per la poca religiosità di coloro che sono tenuti ed obbligati al sodisfo" (pag. 6a). A causa del venir meno, sia pure parziale, del rispetto degli impegni degli obligati al sodisfo, il Gurciullo annotava: "soprattutto mi costerna la tenue congrua statami assegnata d'onci trenta cinque in tutto" (ib.). Il parroco annotava così un pò preoccupato per l'affievolirsi della generosità dei sortinesi. Poi aggiungeva altre spiegazioni: il distacco dall'andamento economico della Chiesa, il suo impegno nella soluzione di problemi sociali, e un particolare trasporto verso l'attività di studioso lo avevano distratto dall'attenzione nei confronti dell'economia della Chiesa di Sortino. "Io per altro poco curante, e per così dire, indolente, attendendo per qualche vantaggio all'Università, e amante di scrivere, altro non ho potuto fare se non mettere in chiaro gli interessi del Parroco sui libri, che m' è piaciuto di formare" (ib.). Il Gurciullo inoltre scriveva che sentendo non lontana la fine della sua vita, doveva "presentarsi al Giudice Supremo e doveva rendergli conto rigoroso" anche "degli interessi del Parroco che succederà, intorno ai frutti parrocchiali" (pag. 6a). Troviamo cos' un parroco in pena per gli interessi del suo successore. il problema del sostentamento della Chiesa, che egli poco aveva curato, sarà quasi un peso per la sua coscienza, che sembra divenuto angustiante negli ultimi anni della sua vita.
Il Suddito Le nuove idee libertarie, anticlericali, l'abolizione del feudalesimo nel 1812 fecero sì che l'operato del Gurciullo fosse rimosso dalla memoria collettiva dei sortinesi. Molti osservatori, tra cui il ricercatore Sebastiano Pisano Baudo, restano infatti sorpresi dal profondo oblio in cui versò la memoria del Gurciullo. Ma "Sortino decenni di inspiegabile dimenticanza, gli ha finalmente dedicato una strada" (GIUSEPPE BRIGANTI, Erbesso Pantalica Sortino, Città di Castello 1969, pag.80), al Gurciullo, letterato e memorialista, che tanto ha contribuito, con il suo prezioso lavoro, a farci conoscere uno spaccato importante della vita plurisecolare di Sortino. | |
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